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Bicinaturatour 2017 - 11^ edizione

Il Bicinaturatour 2017 11^ edizione si terrà domenica 30 aprile in caso di pioggia verrà rimandata a lunedì 1 maggio 2017

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Doping: un'attenta analisi del quadro normativo dell'Avv. Cobiani

A seguire un'attenta disamina del quadro giurisprudenziale sul doping da parte del nostro Associato Avv. C. Cobiani

 

Doping e ricettazione.

 

L’anabolizzante usato da un culturista, è l’occasione, per fare il punto sullo stato della giurisprudenza, in merito alla natura del profitto, con riferimento al reato di cui all’art. 648 c.p. .

Il fatto. Il Tribunale Monocratico di Torino, assolve gli imputati dal delitto di ricettazione di farmaci anabolizzanti di cui all’art. 9 comma 7 della Legge 376/00, ricompresi nelle classi indicate nella legge citata, perché il fatto non costituisce reato. Il risultato probatorio degli elementi di prova emersi nelle indagini aveva accertato che non si fosse trattato di vendita a terzi o comunque  di cessione a terzi, ma di un uso meramente personale da parte degli imputati, allo scopo di migliorare l’estetica del proprio fisico. Il Tribunale nell’assolvere gli imputati dai fatti ascritti, aveva escluso la sussistenza del profitto, in quanto si trattava di un uso al di fuori delle competizioni sportive (Tribunale di Torino sentenza n°1909/2014). In buona sostanza, il Tribunale di primo grado aveva aderito all’orientamento giurisprudenziale secondo il quale il profitto il cui conseguimento integra il dolo specifico del reato non può consistere in una mera utilità negativa, che si verifica ogni qual volta l’agente agisca allo scopo di commettere un azione esclusivamente in danno a se stesso ( Cass. sez. 2^ sentenza del 19/12/2012 n° 843; Cass. sez. 2^ sentenza n° 28410 del 12.6.2013). Dunque secondo l’orientamento a cui aderiva il Tribunale di Torino, ai fini della configurabilità del delitto di ricettazione, il dolo specifico del fine di profitto, necessario per integrare la condotta delittuosa in esame, non può consistere in una mera utilità fantastica o immaginaria, se pure in danno a se stesso; diversamente sarebbero da ricondurre alla nozione di utilità negativa, anche il suicidio o altri atti lesivi della propria integrità psico fisica, a meno che le predette lesioni non siano strumentali ad altri fini ( per esempio il migliore risultato sul piano agonistico).  La sentenza è stata impugnata dal pubblico ministero per saltum, davanti alla 2^ sezione della Corte di Cassazione, la quale con la sentenza n° 15680 del 14/4/2016, ha deciso di annullare con rinvio alla Corte di Appello di Torino la sentenza emessa dal Tribunale citato, aderendo, questa volta al filone giurisprudenziale di legittimità, fondato sulla risalente decisione n° 3087 del 29.11.2015 delle Sezioni Unite della Cassazione, secondo il quale, il reato di commercio di sostanze dopanti, attraverso canali diversi dalle farmacie e dai dispensari autorizzati ( art. 9 comma 7 L. 376/2000), può concorrere con il reato di ricettazione in conseguenza della diversa struttura della fattispecie e della non omogeneità del bene giuridico protetto, poiché il reato di cui all’art 648 c.p. è posto a tutela di un interesse patrimoniale, mentre il reato di cui all’art. 9 comma 7 Legge 376/2000, è finalizzato alla tutela della salute di coloro che partecipano alle manifestazioni sportive. Tuttavia la sentenza n° 15680/2016 è andata oltre, configurando tale ipotesi delittuosa, anche nel caso in cui non si tratti di manifestazioni sportive. L’assunto si base su una diversa valutazione della nozione di profitto, il cui conseguimento, integra il dolo specifico del reato di ricettazione anche se non ha natura patrimoniale. Secondo questo diverso orientamento, il patrimonio del soggetto agente si incrementa di un bene, ogni qual volta, ne trae vantaggio, e quindi è in sé idoneo a soddisfare un bisogno umano, sia esso di natura economico o spirituale. Ai fini della configurabilità della fattispecie delittuosa di cui all’art. 648 c.p., è irrilevante il movente, ossia la causa psichica che ha indotto ad agire l’agente, valutabile ai soli fini del trattamento sanzionatorio.

E’ appena il caso di precisare che la nozione di profitto, fondata, su una utilità positiva del profitto, secondo l’interpretazione della giurisprudenza maggioritaria, rende punibile la ricettazione di sostanze dopanti, anche nel caso in cui il soggetto attivo, acquisti da canali illegali, sostanze dopanti, per farne un uso personale, al di fuori delle manifestazioni sportive. Superfluo osservare che è punibile di per sé, la condotta di chiunque commercia i farmaci e le sostanze farmacologicamente o biologicamente attive ricomprese nelle classi di cui all’art. 2, comma 1, attraverso canali diversi dalle farmacie e dai dispensari ( art. 9 comma 7 della legge 14/1272000 n. 376).

La disamina de quo è materia fluente, rebus sic stantibus. L’aggiornamento è prossimo.

 

Avv. Claudio Cobiani

 

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Buon Natale e Buon anno 2017

L'Asd Animafamily è lieta di augurare buone feste a tutti gli associati e simpatizzanti

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Dona il 5 x 1000 a Animafamily

Il cinque x mille ad Animafamily, continuiamo insieme i nostri progetti.

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Buon Natale e Felice 2015

Buone feste da tutta Animafamily

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Reciproco Sostegno

Animafamily è lieta di invitare tutti sportivi e non alla cena di beneficenza per Ilaria la nostra piccola compaesana, abbiamo bisogno di tutto il vostro sostegno intervenite numerosi per info Gianfranco 3332865022, Gianni 3336808708

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Quinto concorso fotografico nazionale "Obiettivo Bici" - Vincitori

Questo il responso della giuria in esito al concorso fotografico Obiettivo Bici 5^ edizione del concorso fotografico obiettivo ..........

 

Sezione A - Venturelli-Fabiano-A-3

 

Motivazioni: La scelta di una disciplina particolare ci dimostra l'evoluzione di questo sport che sa stare al passo con i tempi che cambiano e che non è relegato solo ai momenti di agonismo istituzionale ma può essere vissuto anche in forme più legate alla cultura urbana; la ricercatezza del punto di vista che disorienta e allo stesso tempo tira dentro chi la guarda, l'eleganza della composizione, pulita ed equilibrata, ne fanno il vincitore di questa sezione. Interessantissimo anche l'uso dei colori, i tre colori primari che emergono da un gioco di linee neutre, tutto ciò ci fa capire che l'occhio di chi ha scattato questa foto è cosciente e attento.

Vincitore Sezione Ala foto è nel formato originale quindi avrà un lento caricamento

 

Sezione B - Grambone-Antonio-B3

 

Motivazioni: La fotografia in questione è eccellente. Interpreta perfettamente quello che una bicicletta ci permette di fare, vivere gli spazi in tranquillità, colpi d'occhio veloci mentre si è con la testa altrove, ma anche la possibilità di frenare, fermarsi e notare un dettaglio. Questa fotografia ha una composizione ricercatissima giocata su tanti piani diversi, una struttura di linee di forza che le donano movimento e imponenza, ha la capacità di far raccontare una storia ad una pozzanghera. Non è didascalica perché noi percepiamo appena la presenza di un ciclista ma nonostante questo, capiamo subito di cosa si tratta, nasconde e rivela allo stesso momento, nasconde la strada, i palazzi, il ciclista, ce ne rivela solo quello che il fotografo ha deciso, il necessario per mostrarci una foto veramente dall'altissimo profilo.

Vincitore sezione Bla foto è nel formato originale quindi avrà un lento caricamento

 

 

Menzioni speciali:

Franciosi Daniele B2 abbiamo apprezzato la volontà di mostrarci una foto che fosse quasi surreale.

Menzione speciale

Evangelista Tiziano A (2) ritratto perfettamente riuscito reso ancora più interessante dalla scelta del contrasto così forte.

Menzione speciale

 

 

Mostra permanente sul sito.

 

Giuria del concorso fotografico Obiettivo Bici

Di seguito la composizione della giuria:

Stefano Gerardi - Fotografo professionista - Pontecorvo
D'Amata Bruno - Fotografo professionista - Pontecorvo
Sara Palliccia - Dott.ssa in Storia dell'arte Contemporanea - Master in fotografia con specializzazione in Reportage.

 
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